Ecco il cocktail all’olio di oliva e birra giapponese: lo spritz che non ti aspetti

La notizia rimbalza da qualche tempo su blog e siti, ma è “La cucina italiana” a dare anche qualche gustosa ricetta per assaporare l’ultimissima ghiotta novità, da sorbire con gli amici: protagonista è l’ottimo olio extravergine di oliva europeo che, questa volta, conquista addirittura il proscenio riservato alle bollicine.

Scopriamo di più: “Dallo Spritz al Bloody Mary, passando per emulsioni e fat washing: ecco come il caro vecchio olio d'oliva diventa protagonista della mixology”. Titola così il popolare sito di cucina del Belpaese, per annunciare l’ingresso dell’estratto mediterraneo nel “bicchiere”, oltre che nel piatto.

“Un filo d’olio – si legge - è spesso e volentieri un preziosissimo alleato per trasformare definitivamente un piatto in qualcosa di davvero appagante. Pensiamo alle zuppe di legumi, a un succoso filetto di manzo, a un tonno appena appena scottato sulla griglia. O, ancora, perché no, a un bel cocktail. Proprio così: l’olio d’oliva – quello di qualità, ovviamente – è pronto a fare il decisivo salto verso il mondo della mixology, per conquistare anche un posto dietro al balcone tra bitter e superalcolici. Un tantino estremo? Forse, ma in fondo è solo un passo in più nel meraviglioso mondo delle possibilità nel bicchiere”.

Sul blog è Mattia Pastori a prendere la parola, “Miglior Bartender d’Italia nell’ambito della Diageo Reserve World Cup e oggi fondatore di Non Solo Cocktails”, si legge. 

Perché l’olio? Per l’esperto il suo utilizzo nelle bevande “modifica la texture di ciò che stiamo per bere, rendendolo più cremoso, più liscio al palato. La parte grassa di questo ingrediente, inoltre, prolunga questa sensazione”.

Ma attenzione: bisogna farlo utilizzando qualche particolare accortezza. Ed ecco il consiglio dell’esperto:  Pastori spiega a Cucina Italiana che, perché il risultato sia appagante, l’olio di oliva deve essere ben miscelato agli altri ingredienti. 

Due i metodi proposti: il “fat washing” prevede “una prima fase di infusione, seguita dal congelamento di tutto il liquido e dunque dalla separazione: grazie a questo procedimento la parte profumata e aromatica dell’olio viene passata al drink. Il secondo metodo – aggiunge Pastori ai microfoni di Cucina Italiana - è l’emulsione con liquori, ottenuta creando delle bolle d’aria con un aeratore, attraverso le quali si riesce a ottenere un unico liquido”. 

Un ottimo cocktail da fare in casa, con aggiunta di olio d’oliva, prevede l’uso di birra giapponese. Si chiama Super Dry Sprits ed è una idea originalissima di Pastori per un marchio giapponese di famose birre, presentato durante l’ultimo Ein Prosit a Udine. La ricetta prevede anche l’uso del profumato liquore al bergamotto, agrume tipico di Reggio Calabria, la punta estrema del Sud Italia.

Gli ingredienti sono: 10 cl di Birra Asahi Super Dry, 5 cl di emulsione di olio d’oliva e rosolio di bergamotto, da miscelare “direttamente nel bicchiere da vino con molto ghiaccio”.


Fonte https://www.lacucinaitaliana.it/news/cucina/cocktail-olio-oliva/ 

16 febbraio 2022

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