Laure Kié, la scrittrice di Tokyo: “Olio di oliva perfetto per la cucina giapponese”

“Differenze e analogie tra la cucina mediterranea, e quella giapponese: «Hanno ingredienti opposti per via del clima. Soia, rapa Daikon, alghe e riso contro olio d’oliva, pomodori, formaggio e grano». Eppure… «Sono entrambe molto saporite. Io e mio marito, che è di Marsiglia, cuciniamo giapponese usando l’olio d’oliva. La nostra ricetta di punta è un pesto di alghe Nori essiccate con pomodoro fresco e olio d’oliva. Una vera delizia italo-giapponese». 

 

È Laure Kié, la scrittrice di Tokyo che ha pubblicato un volume edito dalla prestigiosa linea editoriale “Slow Food” a spiegare al Corriere della Sera come l’olio di oliva europeo sia il perfetto trait-d ’union tra cucina mediterranea e nipponica.

In una intervista rilasciata alla giornalista Simona De Ciero, Laura kié elenca, infatti, tutte le interessanti differenze tra Dieta Mediterranea e Dieta tradizionale Giapponese, ponendo l’olio di oliva europeo come l’estratto capace di unire queste due meravigliose realtà culturali e gastronomiche, che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. La Dieta Giapponese «Lo è diventata nel 2013, perché rappresenta lo spirito della cultura giapponese, basato sul rispetto della natura e dei suoi cicli. La cucina giapponese segue il ritmo delle stagioni. E la bellezza della presentazione dei piatti la rende opera d’arte». 

 

“In Giappone – scrive la giornalista del Corriere - illustrazione non è solo manga. Anche la comunicazione pubblicitaria riserva spazio ai disegni. Prova ne sono, i tanti messaggi usati in metropolitana. Ecco perché la scrittrice Laure Kié ha pubblicato «La vita giapponese illustrata». Un volume della casa editrice Slow Food, che promette di svelare tutto, sull’arte di vivere del Sol Levante. Nata a Tokyo da madre giapponese e padre francese, la Kié ama e studia le cucine tipiche dei suoi Paesi d’origine. E passa gran parte del tempo a esplorare l’Asia, alla ricerca di sapori inediti, frutto della cultura gastronomica delle fattorie tradizionali dell’arcipelago”.

 

La signora Kiè dice: “Ho voluto condividere le usanze della mia terra natale attraverso un libro che, grazie anche ai disegni di Haruna Kishi, la fumettista con cui ho lavorato, spiega tutti i dettagli della vita giapponese». «Il Giappone è un Paese misterioso, con codici sociali e culturali dietro ogni gesto. La nostra vita quotidiana è difficile da tradurre per un occidentale. Dalle regole della cortesia, ai rituali che scandiscono le stagioni. E ho provato a decifrare la nostra ritualità».

 

Dal Galateo a tavola («Sì. E, banale ma ancora poco noto, le bacchette non vanno mai piantate nella propria ciotola di riso, né infilata la loro punta nel cibo, per afferrarlo») al rumore prodotto dai commensali quando si mangia («I giapponesi succhiano le tagliatelle facendo rumore per apprezzarne il sapore. Ricorda il rituale occidentale della degustazione di vini») un excursus affascinante tra due culture che ha messo in evidenza le qualità di un prodotto unico e ricco di proprietà benefiche: l’olio di oliva europeo.

 

Un prodotto capace di garantire a un piatto il pregio dell’Umami: «Un quinto sapore, che in italiano può essere tradotto come “gusto delizioso”. E che conferisce ai piatti, tutta la loro profondità».

 

Dove si ritrova il quinto sapore? «In Giappone nelle alghe Kombu, nel Bonito e nello Shiitake essiccati; tre ingredienti contenuti nel brodo Dashi. Anche la cucina italiana è ricca di umami: c’è nel parmigiano e nei pomodori secchi, per esempio». E, ovviamente, nei sapori fruttati e unici dell’olio di oliva europeo.

 

Fonte https://torino.corriere.it/food/21_febbraio_07/laure-kie-cucina-giappone-italia-cosi-diverse-ma-tanto-saporite-8c0920e8-692e-11eb-9297-ace0084945d6.shtml

19 gennaio 2022

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