C’è chi preferisce comprarne una bottiglia per volta, c’è chi predilige fare scorte o formati extra. Quale che sia l’abitudine di consumo, attenzione alla corretta conservazione dell’olio d’oliva per preservare le virtù benefiche di questo elisir di salute e le sue qualità organolettiche.
Dall’Italia, tra i principali Paesi produttori di olio d’oliva, arriva la guida alla giusta conservazione dell’olio d’oliva. A realizzarla è stata l’ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia che tra i propri obiettivi contempla la promozione della conoscenza dell’olio tra i consumatori.
Ecco le regole da seguire:
l’illuminazione troppo forte incide sulla qualità dell’olio. Oltre a evitarne l’esposizione alla luce diretta del sole o di quella artificiale, è meglio scegliere un olio contenuto in una bottiglia scura;
l’alta temperatura danneggia il prodotto in modo irreversibile. Attenzione quindi a non posizionarlo troppo vicino ai fornelli, ai caloriferi oppure sotto il sole;
l’olio funziona come una spugna per tutte le sostanze volatili. Quindi va tenuto lontano da latte di vernici, detersivi molto profumati, locali con muffe o saturi di fumo;
evitare gli sbalzi termici che ne danneggiano la qualità. Se si conserva in cantina, meglio una temperatura fresca, senza eccessi, tra i 16° e i 20°;
assicurarsi di chiudere bene il tappo dopo l’uso per evitare il pericolo di ossidazione che lo danneggia nel tempo.
Seguendo queste regole ognuno di noi potrà avere olio d’oliva di qualità, ottimo per la tavola, prezioso per la salute. Sia a casa ma anche al ristorante.
A proposito, quando si mangia fuori, attenzione alle vecchie oliere. Sulla tavola del ristorante, come pure al bar, occorre che ci siano bottiglie con tappi anti-rabbocco, che impediscono riempimenti successivi e proteggono il prodotto, preservandone la qualità.
24 aprile 2021